Sistemi di riferimento e interventi rieducativi nell’approccio alla farmacodipendenza

Autori

  • Ugo Fornari

Parole chiave:

tossicodipendenza, intervento terapeutico, legge 685/1975, riabilitazione

Abstract

L’articolo analizza criticamente l’approccio normativo e operativo italiano alla tossicodipendenza, con particolare riferimento alla Legge 685 del 1975, che disciplina prevenzione, cura e riabilitazione dei tossicodipendenti. Viene evidenziata la complessità del sistema di intervento previsto dalla legge, articolato su più livelli istituzionali (Ministeri, Regioni, Comuni, organi giudiziari e sanitari) e la difficoltà di coordinamento tra gli stessi. Un ruolo centrale è attribuito ai Centri Medici e di Assistenza Sociale, che dovrebbero operare secondo criteri non autoritari ma professionali, nonostante la contraddizione insita nel loro dover anche supportare interventi coatti e giudiziari. L'autore mette in luce le ambiguità e le criticità del modello proposto, sottolineando la mancanza di un'effettiva distinzione tra dimensione tecnica e politica nell’intervento, che può portare a una funzione repressiva piuttosto che terapeutica. Viene discusso il rischio di ridurre l’intervento a una mera gestione del sintomo, anziché affrontare le cause profonde del disagio sociale e personale. Il concetto di “riabilitazione” è messo in discussione, in quanto spesso inteso come normalizzazione forzata all'interno di un contesto sociale che il tossicodipendente ha già rifiutato. L’articolo invita dunque a una riflessione critica sul ruolo dell’operatore, sulla necessità di chiarezza metodologica e sulla possibilità di costruire un contratto terapeutico autentico, basato su una collaborazione consapevole e non imposta. La riabilitazione, sebbene implichi una riduzione, può costituire un’opportunità per ricostruire un senso di appartenenza sociale, ma solo se il sistema stesso è in grado di offrire valori credibili e riferimenti autentici

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Pubblicato

2026-01-04

Fascicolo

Sezione

Articoli