Il complesso di inferiorità e il sentimento di colpa nella genesi di alcune forme di comportamento delinquenziale

Autori

  • Ugo Fornari

Parole chiave:

senso di colpa, freud, comportamento deviante

Abstract

Il senso di colpa è un tema ricorrente nella storia umana, presente in tutte le civiltà e culture, ed è spesso legato al peccato originale nelle tradizioni occidentali. Questo sentimento, che può essere conscio o inconscio, genera rimorsi e il bisogno di autopunizione, come evidenziato da Freud, che ha esplorato la sua genesi e la sua connessione con il comportamento nevrotico e criminale. Freud descrisse il "delinquente per senso di colpa", un individuo che commette reati in cerca di punizione per alleviare un senso di colpa inconscio. Reik e Adler hanno ulteriormente analizzato il comportamento criminale associato a questa dinamica, suggerendo che il desiderio di punizione può indurre i criminali a compiere crimini imperfetti, spingendoli a confessare. Adler, dal canto suo, collega il senso di colpa a un complesso di inferiorità, osservando come le compensazioni agite per superarlo possano anche alimentare il comportamento deviante. In ogni caso, il senso di colpa appare come una forma di dissociazione dalla propria azione negativa, che può portare a una purificazione psicologica attraverso l'autopunizione. L'analisi dei casi clinici mostra come il senso di colpa derivi spesso da un complesso di inferiorità psicologica, che può avere radici in fattori fisici o etico-sociali. Il senso di colpa si manifesta attraverso comportamenti deviante o sintomi nevrotici, cercando un sollievo psicologico. La figura materna, percepita come distante, rinforza questo complesso, mentre la figura paterna non supporta adeguatamente la separazione e la crescita. L'approccio adleriano suggerisce il recupero dell'autostima attraverso compensazioni positive come strategia terapeutica

Downloads

Pubblicato

2026-01-04

Fascicolo

Sezione

Articoli