L'uomo dei lupi. Spunti per un'analisi alternativa
Parole chiave:
inferiorità, rivalità, fobia, ossessione, sessualità, interpretazioneAbstract
L’articolo riflette sul celebre caso clinico dell’“Uomo dei lupi”, originariamente interpretato da Freud in chiave edipica e centrato sulla “scena primaria”, il quale viene qui analizzato attraverso una prospettiva alternativa di orientamento adleriano. L’attenzione si sposta dalla dinamica pulsionale alla costellazione familiare, mettendo in evidenza il ruolo della madre distante, del padre depresso e della sorella dominante nel determinare un precoce senso di inferiorità. I concetti di ricordi sessuali, le fantasie sado-masochistiche, le fobie animali e la nevrosi ossessiva religiosa vengono riletti come espressioni simboliche di conflitti di potere, rivalità fraterna e compensazioni identitarie. Tale approccio sottolinea la divergenza teorica tra Freud e Adler, evidenziando come lo stesso materiale clinico possa generare interpretazioni differenti, rispettivamente centrate sulla sessualità infantile e sul vissuto personale e sociale
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Copyright (c) 1983 Francesco Parenti, Pier Luigi Pagani

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