Metodologie psicopedagogiche adleriane per la formazione di operatori scolastici non psicologhi
Parole chiave:
bambino viziato, bambino trascurato, bambino odiato, costellazione educativa, dreikurs, fiducia in se stessi, incoraggiamento, inferiorità d'organo, integrazione, isolamento, questionario iaip, test proiettiviAbstract
Il bambino problema (con handicap o disadattato alle attività di classe) deve essere integrato socialmente per incrementare positivamente il suo sviluppo psicofisico e, a tal fine, deve essere conosciuto nella sua globalità (unità della personalità e suo stile di vita) secondo i dettati della Psicologia Individuale. L’intervento nelle scuole dell’USSL di Rozzano, effettuato dagli Autori, prevedeva le fasi:
1. diagnostica, in cui il bambino problema è stato inquadrato rispondendo alle domande di un questionario, redatto sulla traccia di quello della Società Internazionale di Psicologia Individuale (dati anagrafici; origine del disadattamento; modalità di affrontare l’handicap; fiducia in se stesso; tendenza all’isolamento; sue capacità) e di test proiettivi (TAT, Rorschach);
2. conoscitiva, in cui si appuravano i motivi dell’esclusione del bambino dalla classe (Adler: inferiorità d’organo; bambini viziati; bambini trascurati; bambini odiati. Dreikurs: desiderio di attirare l’attenzione, conquistare il potere, vendicarsi, manifestare la propria inadeguatezza);
3. operativa di incoraggiamento. Di tali interventi viene riportato solo un caso esemplificativo. Si citano le difficoltà incontrate a livello degli insegnati, orientati a curare più il rendimento che le persone, ed a livello dei familiari, che tendono a scaricare completamente il bambino problema sulla scuola. Tali difficoltà si possono superare solo unendo tutti in una “costellazione educativa”