Sé creativo e coesioni del Sé nella terapia delle psicosi
Parole chiave:
psicosi, schizofrenia, tecnica psicoterapeutica, sé creativo, pensiero divergente, pensiero creativo, sentimento sociale, rete terapeutica, autostimaAbstract
A cinquant’anni dalla morte di Adler, le sue intuizioni sul sentimento sociale e sul sé creativo conservano attualità, trovando riscontri in studi sociologici, matematici e psicologici. La cooperazione reciproca, dimostrata come strategicamente vantaggiosa, si configura come un pilastro dell’evoluzione, integrandosi con i modelli del sé. Il sé creativo, inteso come nucleo soggettivo che governa la personalità e interpreta l’esperienza, è cruciale nell’adattamento alle richieste sociali. Nella psicoterapia con pazienti psicotici, riattivare il sé creativo può favorire un reintegro delle strutture frammentate a causa del processo psicotico. L’obiettivo è ristabilire un sentimento di appartenenza e motivazione nei compiti fondamentali della vita, favorendo la crescita dell’autostima e contrastando il processo psicotico. La creatività emerge come capacità universale del soggetto, interagendo con il sentimento sociale in un circolo virtuoso che accresce l’autostima. Il terapeuta deve modulare creatività, empatia e pensiero divergente per stabilire una comunicazione consensuale con il paziente, promuovendo il pensiero produttivo. Strategie come il "dizionario comune" e piccoli progetti extra-setting aiutano il paziente a sviluppare un senso di appartenenza e ad avviare cambiamenti concreti. La rete terapeutica multidisciplinare, comprendente psicoterapia, farmacologia e supporto familiare, sostiene questo processo