L'impiego del simbolo 'cibo' come artificio compensatorio di inferiorità d'organo

Autori

  • Donatella Zavalloni

Parole chiave:

cibo, simbolo, compensazione, inferiorità d'organo, caso clinico

Abstract

Attraverso la presentazione di un caso clinico si riflette circa i significati simbolici legati all’oggetto ‘cibo’ come mezzo per superare o radicalizzare il senso d’inferiorità. L’assunzione del cibo ‘buono’ o ‘cattivo’, ‘tanto’ o ‘poco’, si lega a vissuti improntati all’affermazione o all’autodistruzione di sé. Così, la riduzione del cibo sembra connettersi alla sollecitazione di angosce profonde, alla richiesta aggressiva di un intervento d’aiuto o alla punizione di figure vissute come frustranti. In questo senso il cibo è considerato uno strumento di comunicazione in quanto oggetto dato e ricevuto, la cui componente di piacevolezza racchiude spesso motivazioni censurate

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Pubblicato

2025-08-20