Il setting analitico oggi. Validità epistemologica e pragmatica del modello teleologico
Parole chiave:
analisi, soggettività, modello teleologico, setting adlerianoAbstract
L’intervento analitico non è completo se non è, come scrive Adler, il punto di convergenza del passato, del presente e del futuro. La letteratura sull’argomento spesso per timore dell’ascientificità, specie in una scienza giovane come la psicologia, si è incentrata più che sulla prassi e sulla pragmaticità dell’intervento analitico, sulla concezione teorica. Invece l’analista che si propone come elemento metodologicamente formato, autonomo e creativo si stacca da finzioni e ha chiara l’inutilità di un setting analitico improduttivo e artificioso. Il modello teleologico e segnatamente la P.I. che propone l’unicità dell’individuo e il carattere soggettivo dei fenomeni da ricercare, evidenzia il carattere umano, soggettivo della ricerca e dell’analisi; in tal modo ci si può riferire alle scienze psicologiche e sociali in quanto formulate dall’uomo e non quali elementi esterni o effetti neurochimici che l’uomo deve soltanto comprendere e spiegare. Adler ha offerto ai suoi continuatori uno strumento analitico che propone un setting meno asettico, meno rassicurante per lo stesso analista, ma più vivibile