Adler l’eretico

Autori

  • Remo Cantoni

Parole chiave:

complesso inferiorità, finzioni, teoria adleriana

Abstract

L'articolo presenta un ritratto appassionato e lucido di Alfred Adler, psicologo viennese e fondatore della Psicologia Individuale, descritto come figura "eretica" rispetto all'ortodossia freudiana. In contrasto con l'enfasi di Freud sulla sessualità, Adler propose una visione più ampia della psiche umana, centrata sul concetto di "volontà di potenza" e sullo "stile di vita" individuale. Secondo Adler, le nevrosi derivano da sentimenti d’inferiorità, spesso originati da difetti organici, ma trasformabili in stimoli compensatori verso l’autorealizzazione. La sua teoria attribuisce grande importanza all’ambiente sociale, culturale ed educativo, sostenendo che l’educazione nei primi anni di vita sia determinante per lo sviluppo della personalità. Influenzato dal pensiero neokantiano di Vaihinger, Adler considerava gli ideali come “finzioni” utili a orientare l’agire umano. Mentre Freud dipinge l’uomo come prigioniero dell’inconscio e del passato, Adler ne offre un’immagine più ottimista, capace di autodeterminarsi e guardare al futuro. Il suo pensiero pedagogico, improntato alla cooperazione e alla responsabilità sociale, si avvicina alla scuola attiva e al socialismo umanitario

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Pubblicato

2026-01-04

Fascicolo

Sezione

Articoli