Igiene mentale, tossicofilia, tossicomania: metodologie e tecniche d'intervento nell'ottica adleriana

Autori

  • Francesco M. Scala
  • Enrico Scala
  • Giovanna Pisano

Parole chiave:

canapa indiana, cocaina, compiti vitali, comunicazione, cirsu oer abunatiru, eroina, incoraggiamento, ippoterapia, lsd

Abstract

La tossicomania secondo l’OMS è un bisogno irresistibile di assumere droghe, di cui si aumentano progressivamente le dosi, sviluppando dipendenza psicologica da esse. La tossicomania può essere prevenuta conoscendo innanzi tutto l’incidenza del fenomeno a seconda delle varie sostanze usate (eroina, canapa indiana, cocaina, LSD) per cui vengono riportati i dati statistici del CNR e dell’ISS del 1980). Si debbono poi individuare, con l’impiego delle strategie psico-sociali adleriane [apprese nell’immediato dopoguerra dagli autori direttamente dallo psicologo militare alleato Mirko Dragan, allievo di Manes Sperber] le personalità tossicofiliche, di cui si studiano i vissuti personali, familiari e dell’ambiente socioculturale, creando le migliori condizioni per procedere poi con colloqui individuali e di gruppo. A differenza che con gli altri mezzi di intervento citati, la psicoterapia adleriana può evidenziare le cause del malessere ed elaborare efficaci meccanismi di compenso, che incoraggiano il soggetto a comunicare, a lottare per risolvere le difficoltà individuali senza autoinganni ed a reinserirsi nella società facendo fronte ai compiti di lavoro, amore e amicizia richiesti. Sulla base di queste premesse si sono avviati corsi per animatori di comunità (di cui viene riportato il programma) e di ippoterapia per giovani

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Pubblicato

2025-08-24