Angoscia come limite educativo. Implicazioni psicoterapeutiche
Parole chiave:
conoscenza pragmatica e utilitaristica, desideri rimossi, emaptia, finzioni, interpretazione, leggi e richieste della società, nevrosi, psicoterapia rieducativa, sicurezza, transfert aperto, transfert collateraleAbstract
partendo dal presupposto che l’angoscia non corrisponda solamente ad un desiderio rimosso (primo Freud), ma riguardi le conseguenze dei rapporti fra desiderio e le comunicazioni con l’ambiente, essa mostra il limite delle leggi su cui basiamo la nostra sicurezza, allorché l’educazione, momento fondamentale per conoscere le leggi ed addestrarsi ad obbedire ad esse, è stata insufficiente. Conseguentemente, la nevrosi corrisponde ai momenti di crisi nei processi di adattamento all’ambiente, prima che siano conclusi nuovi patti con la società. Lo psicoterapeuta, pertanto, deve farsi carico di questo problema rieducativo, proponendo nuove e più utili norme per sostituire quelle più vecchie, ricostruendo, nel contempo, nell’ambito del rapporto analitico un clima interpersonale tale che le faccia accettare di buon grado, visto che anche le vecchie norme erano state precedentemente accettate col mastice dell’empatia con genitori e persone significative dell’infanzia. Questo “transfert aperto” diviene così l’esigenza prioritaria della terapia anche nei confronti dell’interpretazione e, a differenza dei transfert collaterali, non deve essere analizzato prima dello smantellamento delle difese da parte dell’analizzato. Una volta che la conoscenza pragmatica delle leggi ha portato il paziente alla consapevolezza che le vecchie norme fossero solo finzioni, egli può finalmente adeguarsi alle nuove e più utili regole