L'ambiguità strutturale della psicoterapia analitica: momenti conservativi e momenti trasformativi
Parole chiave:
analisi a indirizzo socioculturale, analisi interminabile, controtransfert, incoraggiamento, maturazione della personalità, neofreudiani, neojunghiani, processi trasformativi, psicoterapie dinamiche, sentimento di inferiorità originario, transfertAbstract
C’è un sempre maggior avvicinamento fra gli indirizzi socioculturali delle psicologie del profondo: gli adleriani hanno infatti perfezionato l’analisi del transfert e del contro-transfert; i neofreudiani hanno introdotto l’analisi del sé ed i neojunghiani valutano più ampiamente la coscienza. Tutti si propongono comunque l’esplorazione dell’azione dinamica conflittuale dell’inconscio, finalizzata ad una maturazione consapevole della personalità ed all’analisi del transfert come tecnica terapeutica. L’analista, a fronte di un’utenza sempre più ampia che richiede revisione e modifica della personalità, non può più porsi solo delle mete terapeutiche, ma ad esse ne deve affiancare anche altre maturative. Il sovrapporsi di questi due stadi dell’intervento analitico è la causa della sua ambiguità, soprattutto per la difficoltà di gestire le dinamiche transferali e controtransferali della fase maturativa. In essa, infatti, inizia un processo trasformativo in paziente e analista che fa sì che il co-noscersi diventi un co-nascere. Questo co-nascere potrebbe evocare l’originario sentimento di inferiorità, a meno che l’analista ‒ come quello adleriano che è aperto al confronto con altre scuole ‒ non sappia proporsi come soccorritore partecipe, tollerante, rassicurante, solidale e incoraggiante, che favorisce la trasformazione e libera dal pericolo del perpetuarsi di momenti conservativi che rendono interminabili le analisi rigidamente e formalmente legate alle ortodossie in cui l’analista è onnipotente