I bambini e la televisione. Primi risultati di una ricerca psico-sociologica in chiave adleriana
Parole chiave:
compenso, comunicazione, contagio fobico ossessivo, creatività, gioco, plagio alla violenza, ruolo sessuale, sentimento di inferiorità infantile, stereotipie, sviluppo intellettualeAbstract
Vengono esposte le considerazioni fatte esaminando le risposte date dai bambini da 7 agli 11 anni e dai loro genitori a due distinti questionari [di cui sarebbe interessante conoscere le domande ed i risultati che, però, non vengono presentati]. Dapprima la TV è solo un mezzo di svago, che può sostituire ‒ ma non monopolisticamente – i giochi. Col progredire dell’età diviene anche strumento didattico di supporto, che contribuisce a compensare il fisiologico sentimento di inferiorità infantile, entrando nelle dinamiche relazionali bambino genitore. La TV può influire sulla scoperta del ruolo sessuale del bambino e non va sottovalutato il ruolo di plagio alla violenza che può esercitare. Deve, inoltre, essere sottolineato l’influsso negativo che situazioni, personaggi e disegni stereotipati dei cartoni animanti esercitano sullo sviluppo intellettuale, potendo esercitare, nel contempo, un contagio fobico ossessivo. Ciò imporrebbe maggior creatività negli autori, anche per addestrare i bambini a più efficaci forme di comunicazione