Droga in caserma

Autori

  • Antonia Nico

Parole chiave:

controcostrizioni, costrizioni, finzioni, reinserimento sociale, sanità militare, simulazione di infermità, volontà di potenza

Abstract

I militari in servizio effettivo inviati agli ospedali militari sono passati da 3, del 1974, a 96, del 1978. Siccome le reclute che hanno già problemi di tossicodipendenza vengono subito in essi ricoverate, ciò sta a significare che il problema è preoccupante. L’approccio all’uso di sostanze durante il servizio di leva può dipendere dal fatto che, tramontato il mito della vita militare come momento formativo ed educativo ai valori della comunità, la caserma viene vissuta come un luogo costrittivo e depersonalizzante, per cui persone emotivamente deboli possono compensare fittiziamente la loro volontà di potenza frustrata con la droga. Le istituzioni militari eludono il compito di svolgere un’azione preventiva e considerano la tossicodipendenza come infermità, incompatibile col servizio militare e, per di più, dallo stesso soggetto procurata, mentre sarebbe auspicabile un loro intervento rieducativo e di inserimento sociale

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Pubblicato

2025-08-24