Il sociale in noi: io Creonte, diavolo e santo

Autori

  • Mario Paladino

Parole chiave:

antigone, inconscio, intelligenza intuitiva, morale, moralismo, narcisismo, sentimento comunitario, sentimento d'inferiorità, volontà di potenza

Abstract

La struttura della psiche individuale ripete, in modo manifesto o occulto, quella della psiche di tutta l’umanità, proprio come avviene per i piccoli calcolatori elettronici che hanno la stessa struttura di quelli enormi. Ognuno di noi, in determinate circostanze, potrebbe, pertanto, compiere anche le peggiori nefandezze perpetrate dall’umanità nella sua storia. L’Autore, dopo aver esposto i contenuti dell’Antigone di Sofocle, analizza i suoi personaggi: il moralismo di Creonte è il figlio della sua volontà di potenza e del suo narcisismo;  il sentimento di inferiorità inibisce Ismene ed Antigone è mossa dal sentimento sociale che, in Emone, abbatte il moralismo, laddove Tiresia rappresenta l’intelligenza intuitiva acritica. Il sentimento sociale, componente affettivo-emotiva innata, può essere considerato il generatore della morale che, così, risulta essere la sua codificazione e organizzazione. La volontà di potenza, il narcisismo ed il loro prodotto, il moralismo, si possono occultare in ognuno di noi, così come la bella, pura ed eroica morale rivoluzionaria di Antigone può crescere sull’innato sentimento comunitario di ognuno di noi

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Pubblicato

2025-08-24