La figura dello psicoterapeuta analitico e il problema della istituzionalizzazione della sua formazione culturale e professionale
Parole chiave:
bambini difficili, bambini viziati, bambino perfetto, immagine corporea, oggetto transazionale, incoraggiamento, metabolismo libidico, stile di vitaAbstract
1. La psicoterapia analitica e il problema della sua fondazione epistemologica. La psicoterapia deve dedurrei propri principi concettuali e metodologici da tutte le discipline psicologiche le cui matrici culturali sono inseparabili dalle scienze umane. Essa deve inoltre sempre ispirarsi al principio del pieno rispetto dell’autonomia della personalità del paziente. Gli interventi del terapeuta saranno, pertanto, sempre ed esclusivamente formali, cosa che non impedisce che si instauri una relazione trasferale, la cui risoluzione è il requisito fondamentale di ogni analisi. La fondazione sistematica dell’intervento obiettiva il processo storico di formazione dialettica della personalità, per cui la logica dell’atto psicoterapeutico non potrà che essere dialettica (Es-Io, in Freud; sentimento di inferiorità-volontà di potenza, in Adler; individuazione in Jung; trascendenza in Jaspers, Heidegger, Binswanger, Boss).
2. La formazione dell’analista deve prevedere a. la sua analisi personale; b. un’analisi didattica; c. il confronto con altre scuole.
3. Istituzionalizzazione della formazione dello psicoterapeuta. Il freudismo reinterpretato saussurianamente dalla linguistica riduzionistica di Lacan e di Fornari sembrerebbe idoneo ad essere oggetto di insegnamento universitario, ma questa istruzione epistemologica dovrebbe essere propedeutica ai tirocini professionali a cura delle diverse scuole di psicoterapia analitica.
4. Viene prospettato uno schema di come ciò possa essere effettuato