Integrazione di due forme di terapia orientate in chiave adleriana nel trattamento di un bambino psicotico
Parole chiave:
ambiente terapeutico totale di Bettelheim, approccio terapeutico psicomotorio, autismo, progetto terapeutico, psicopedagogia, psicosi infantili gravi, schema corporeo, transfertAbstract
Viene esaustivamente presentato il caso clinico di un bambino psicotico di 12 anni, di cui vengono accuratamente riportate anamnesi, costellazione familiare e le osservazioni comportamentali, effettuate al suo accesso alla scuola elementare, che hanno fatto richiedere l’intervento (bambino chiuso in se stesso e non partecipe alla vita sociale; sempre intento a giocare con il suo oggetto; incapace di comunicare verbalmente, disarmonico nei movimenti e scoordinato). Con un approccio psicomotorio si è cercato di lavorare sul suo schema corporeo, sulla sua dimensione spazio-temporale e sull’interesse per oggetti diversi. A tali criteri si sono attenuti anche gli altri componenti dell’equipe educativa e, già al secondo anno, il paziente è riuscito a leggere, scrivere e a vivere il ritmo della classe. All’età di 12 anni lo stesso paziente è stato sottoposto a un trattamento psicoterapeutico, in cui si è cercato di costituire un rapporto di transfert profondo ed alternativo a quello disturbante con i genitori. Vista la gravità del caso si sono adottati anche strumenti psicopedagogici. In una terza fase si è lavorato sul contatto con la realtà, sulla strutturazione della sua personalità e per liberarlo dalla sua sintomatologia confusionale e delirante. L’esito positivo della terapia deve essere riportato al fatto che, con docenti e genitori, si è potuto creare un ambiente terapeutico totale (Bettelheim) ben coeso e coordinato