L'intervento psicoterapeutico nella psicologia dello sport
Parole chiave:
aggressività, compenso, compenso fittizio, competitività, finalismo, posizione presa nei confronti della vita, proiezioni, training autogenoAbstract
Gli interventi psicologici nello sport generalmente sono finalizzati all’ottimizzazione delle prestazioni sportive (training autogeno, ecc.) mentre anche l’atleta dovrebbe essere preso in considerazione come persona, spesso bisognosa di un reale supporto psicoterapeutico. La scelta di uno sport può essere effettuata per compensare le frustrazioni di un genitore, per acquisire ruolo sociale, per moda e per influenze mediatiche. L’imposizione di uno sport, l’ipercompetitività e l’ossessività degli allenamenti possono condurre a prendere le distanze da esso, ma anche a vere e proprie psicopatologie. Oltre allo studio della personalità dell’atleta lo psicologo sportivo deve interessarsi anche all’inferiorità che con lo sport si compensa, all’aggressività, che con esso si manifesta o si controlla, ed al suo valore simbolico, spesso inconscio. Lo sport è uno strumento pedagogico e migliora la cooperazione, ma è anche teleologicamente impostato al perseguimento della meta del soggetto e svela la posizione che egli prende nei confronti della vita. Prendendoci cura della persona, di riflesso, si avrà così un miglioramento anche delle sue prestazioni sportive. Come dimostrano i casi riportati di un bambino di 9 anni superattivo ed autodifeso, di un 18enne che nello sport cerca nevroticamente un compenso fittizio e di un 40enne che con esso cerca di rassicurarsi e di affermarsi socialmente