Sentimento sociale e reinserimento sociale nella prevenzione di recidive psicotiche in pazienti ospedalizzati

Autori

  • Andrea Ferrero
  • Margherita Morone

Parole chiave:

affetto, compiti vitali, condizionamento, diade madre-bambino, distanza, linguaggio, movimento transferale non analitico, processi conoscitivi, schaffer, schizofrenia ebefreno-paranoide, sentimento di inferiorità, volontà di potenza

Abstract

Per evitare recidive nei pazienti psicotici, che vengono dimessi dall’ospedale psichiatrico, è necessario che la dimissione faccia parte di una strategia terapeutica, che poggi su un’analisi del disturbo di personalità del soggetto e delle sue problematiche personali. In un’ottica adleriana, si deve far riferimento al sentimento comunitario, che ha una matrice congenita (Adler) e che si sviluppa nella relazione diadica madre-bambino (Schaffer) su un piano prevalentemente affettivo. Se la relazione dura troppo a lungo, però, ostacola i successivi rapporti sociali. Il sentimento comunitario si intreccia con il sentimento d’inferiorità e la volontà di potenza ed è legato ai processi conoscitivi e del linguaggio, di modo che la sua carenza nello psicotico porta alla creazione di logiche e linguaggi privati, distanti da quelli comuni. La mancanza prolungata di contatti con il mondo esterno ha un effetto di condizionamento negativo nei confronti dell’esplicamento delle potenzialità di assolvere ai compiti fondamentali dell’esistenza ed aumenta le distanze del soggetto dalla società. Il paziente può essere tuttavia incoraggiato e condizionato positivamente, se il terapeuta tiene conto delle valenze narcisistiche del movimento transferale del soggetto. Ciò appare nel secondo dei due casi esaustivamente presentati in cui fattori non casuali di compenso sono collegati alle tematiche deliranti

Downloads

Pubblicato

2025-08-21