Il vissuto religioso nel trattamento analitico

Religione e «vissuto religioso» secondo l'interpretazione delle psicologie del profondo

Autori

  • Lino Graziano Grandi

Parole chiave:

religione, inconscio, nevrosi, psicoterapia, sentimento sociale

Abstract

Il testo analizza il rapporto tra religiosità e inconscio, evidenziando le differenti posizioni di Freud, Adler e Jung. Freud considera la religione come un’illusione e una forma di nevrosi, senza attribuirle un ruolo rilevante nel trattamento analitico, mentre Adler e Jung la riconoscono come un fenomeno oggettivo e centrale per la comprensione dell’individuo. Per Adler, la religione esprime una delle idee più elevate della mente umana e va indagata scientificamente, inserendosi nel contesto del sentimento sociale e del senso della vita. Jung vede nella religione un archetipo dell’inconscio collettivo, legato alla storia evolutiva dell’umanità. Il testo critica l’atteggiamento di molti terapeuti che evitano di affrontare la religiosità nei pazienti, spesso per paura inconscia o pregiudizio. Viene sottolineato come il vissuto religioso possa influenzare sia positivamente che negativamente la salute mentale, in particolare connesso a nevrosi e disturbi sessuali. Infine, si afferma che la psicoterapia e la religione condividono l’obiettivo di scoprire un senso profondo della vita, e che il sentimento religioso, ben armonizzato con il sentimento sociale, contribuisce al benessere e all’equilibrio psichico

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Pubblicato

2025-08-14