«Anoressia mentale e cultura» (osservazioni in un'ottica transculturale adleriana)

Autori

  • Enrica Beringheli
  • R. Gadaldi

Parole chiave:

volontà di potenza, anoressia, ruolo femminile, ruolo maschile, ermafroditismo psichico, rifiuto del ruolo femminile, protesta virile, bisogno di dominio

Abstract

Lo spunto di un racconto di una ragazza che non si nutre da più di due anni,  diventa il punto di partenza per una riflessione ampia in cui si intrecciano elementi filosofici, scientifici e culturali per analizzare il fenomeno e le sue possibili implicazioni, non tralasciando l'identificazione di un origine psicogena dell'anoressia mentale. Le modificazioni dei ruoli maschili e femminili possono riflettersi sulle dinamiche delle anoressiche come rifugio di un ermafroditismo psichico. Anche l'analisi delle modificazioni socio-culturali dei ruoli offre un contributo significativo sulla riflessione sui vissuti individuali. Ai tempi di Adler i ruoli erano marcatamente rigidi attribuendo un ruolo attivo nei maschi e più passivo del femminile punto le richieste anche da parte della società erano di rispettare i canoni estetici e comportamentali al fine di poter essere scelte punto Oggi risulta meno marcata questa demarcazione ma sia l'uomo che la donna  incontrano difficoltà nell'adattarsi ai rispettivi mutamenti del ruolo, mettendo in campo tentativi diversi di affrontare le problematiche conflittuali che ne scaturiscono.

Il testo esplora il caso di Maria, il cui rapporto complesso con la madre e l’identificazione femminile dà luogo a comportamenti autodistruttivi legati al rifiuto del cibo. Attraverso il rifiuto del ruolo femminile, Maria cerca una pseudo-realizzazione eroica, bloccando il tempo, negando la sessualità, e assumendo un ruolo centrale nella famiglia attraverso rituali che rafforzano il suo dominio. Il rifiuto della propria identità femminile viene interpretato come un’esasperazione della volontà di potenza, espressione del conflitto tra desiderio di controllo e paura delle responsabilità adulte, cercando rifugio in un’immagine ambigua di ermafroditismo ferito. In tale immagine trova conforto, poiché rappresenta un ruolo indefinito e percepito come più rassicurante rispetto a quello a cui sente di essere destinata

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Pubblicato

2025-08-14