Il linguaggio del silenzio in psicoterapia
Parole chiave:
silenzio, comunicazione verbale, comunicazione non verbale, il silenzio del terapeuta, il silenzio del paziente, strategie terapeuticheAbstract
L'articolo analizza il ruolo del silenzio nella relazione terapeutica, esplorandone i significati dinamici e le implicazioni per paziente e terapeuta. Il silenzio del paziente può riflettere rifiuto, difficoltà nell’aprirsi e rivelare le proprie vulnerabilità, di aggressività. In alcuni casi, esso può esprimere un vissuto di compartecipazione emotiva o celare contenuti inconsci legati a tematiche di inferiorità, di insicurezza, di vergogna o di presunzione di colpe. Anche il silenzio del terapeuta assume rilevanza, fungendo da spazio per riflessione e riformulazione metodologica, ma può diventare problematico se per il terapeuta è vissuto in maniera conflittuale. La gestione consapevole del silenzio, da parte del terapeuta contribuisce a mantenere una comunicazione cooperativa all'interno della coppia creativa terapeutica. Nelle terapie empatiche come quelle adleriane, il silenzio, essendo una comunicazione non verbale, richiede una lettura attenta e risposte consapevoli, per evitare impatti negativi su transfert e controtransfert